come superare la paura di dire cose banali

Come superare la paura di dire cose banali

«Non ho nulla di interessante da dire». «È già stato detto tutto». «Mi sembra di dire cose banali». 

Sono i pensieri che, sono certa, hanno attraversato la tua mente nel momento in cui hai deciso di iniziare a comunicare per migliorare la notorietà del tuo brand e/o per vendere meglio i tuoi prodotti/servizi.

Lo so perché sono esattamente i pensieri che ho avuto (e ho sempre) io.

Purtroppo, non si può fare business oggi senza produrre contenuti. E una delle paure più grandi quando si deve produrre un contenuto è proprio quella di dire cose banali o ripetere cose già dette. 

È una paura che hanno tutti quelli che iniziano a comunicare. E ce l’hanno anche quelli che comunicano abitualmente.

In una certa misura la trovo una paura sana perché ci spinge a studiare, ad approfondire, a migliorare, ad essere più bravi. 

Ma per quanto uno possa essere bravo e preparato, molto difficilmente sarà in grado di esprimere concetti del tutto originali (a meno di non aver inventato qualcosa di completamente nuovo…).

«È l’humus della vita, la banalità. Raramente ci piove addosso una perla, un granello di sabbia, un minuzzolo luccicante», per dirla con Fred Vargas. 

Lo so, il “mal comune, mezzo gaudio” non risolve il problema. E allora come?

Io posso dirti come sto cercando di superare io la paura di dire cose banali.

Questione di prospettiva

Il mio pubblico è il mio pubblico. Voglio dire che le persone a cui comunico con il blog, i post social, la newsletter sono persone che hanno scelto di seguire me per X motivi: forse gli piace come scrivo; forse gli interessano gli argomenti che tratto; forse hanno visto/colto nel mio modo di comunicare un tratto diverso dagli altri; forse gli sto semplicemente simpatica. 

Quale che sia il motivo, il mio unico dovere è nei loro confronti ed è a loro che io voglio parlare. Se loro non trovano banali i miei contenuti (per forma e/o sostanza), allora i miei contenuti non sono banali.

L’errore da non commettere è quello di creare contenuti pensando al pubblico di qualcun altro (per esempio, un nostro competitor), dimenticando che quel pubblico è il suo pubblico, costruito nel tempo magari procedendo per tentativi ed errori.

Il vero sforzo da fare, il lavoro più faticoso e lungo, infatti, è quello di crearsi una audience “a propria immagine e somiglianza”

Una audience, cioè, che condivide i nostri valori, i nostri interessi, il nostro stile di vita. E dunque è davvero interessata ai nostri contenuti, perché sono modellati sui suoi bisogni, sulle sue aspettative, sulle sue abitudini e preferenze. 

Questione di personalità

Ho sottolineato con il grassetto la parola “nostri” perché questa è la seconda gamba su cui si reggono i contenuti a prova di banalità: un “nostro” contenuto è un contenuto che contiene elementi personali (esperienze, carattere, bagaglio culturale, visione del mondo e della vita ecc).

Quanto più riusciamo a inserire qualcosa di noi nel contenuto, tanto meno il contenuto risulterà banale.

Ti faccio un esempio. Quando lavoravo al giornale, scrivevo almeno un articolo al giorno su argomenti che, generalmente, erano gli stessi per tutti i quotidiani. Quindi, il giorno dopo, sui giornali c’erano tanti altri articoli simili di altrettanti colleghi. 

L’unico modo che avevo per differenziarmi era trovare un punto di vista diverso; offrire una chiave di lettura alternativa; sfruttare il mio bagaglio di conoscenze per inserire un elemento di unicità.

È chiaro che l’esperienza aiuta: tanto più si diventa padroni della materia, tanto più sicuri saremo di noi stessi e questo ci permetterà di prenderci la libertà di osare. 

Ma vedo troppo spesso che le persone si concentrano sugli aspetti tecnici del proprio settore e/o della propria professione, trascurando completamente l’elemento personale. 

Eppure, sappi che «chi si avvicina a noi con interesse sarà meno sensibile agli aspetti tecnici e più orientato al messaggio, alle idee e alla persona. Qui i nostri contenuti faranno la differenza» (Alessio Beltrami, “Chi ha paura del Content Marketing?: un libro che ti consiglio di acquistare e leggere per superare questa e altre paure se davvero vuoi comunicare in modo efficace).

Riassumendo: pensa al tuo pubblico quando devi creare un contenuto; vesti il contenuto con la tua stoffa. 

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Mi chiamo Romina e ti do il benvenuto nel mio blog. Cosa faccio? Prendo la tua storia e giocando con le parole la trasformo in un racconto epico e /leg·gen·dà·rio/ (da leggersi) con cui andare alla conquista del mondo | Amo i gatti | Giornalista acchiappastorie | Content writer.
 

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