Testi efficaci per il web: istruzioni per l’uso

I testi efficaci? Io li chiamo testi “belli e buoni”. Sono belli da vedere, ordinati, fruibili, piacevoli da leggere, comprensibili senza sforzo. E sono buoni da dare in pasto ai motori di ricerca e dunque utili alla tua attività e al tuo business perché facili da trovare nel web.

In una parola: i testi efficaci sono testi leggibili, che si tratti di un essere umano che cerca informazioni o del robot di un motore di ricerca.

Ma cosa rende un testo leggibile? Un mix di elementi. Alcuni hanno a che fare con la capacità di argomentare e di esporre le proprie idee in una sequenza logica; altri con le regole grammaticali e sintattiche, oltre che con la conoscenza di artifici retorici come le metafore; altri ancora con la formattazione, la distribuzione dei sottotitoli, la divisione dei paragrafi.

Ad un primo esame, potrebbe sembrare che grammatica e capacità di argomentare siano più importanti per un testo efficace, ma non dovresti sottovalutare l’aspetto “estetico”, soprattutto oggi che le persone tendono a leggere sui micro display degli smartphone. Un testo bellissimo ma scritto con un corpo piccolissimo o con frasi fitte fitte perderà tutta la (o gran parte della) propria efficacia.

Quindi i testi efficaci per il web devono essere oltre che ben scritti, anche ben impaginati. E anche se ti può sembrare strano, non è una cosa così scontata: molto spesso mi imbatto in testi pubblicati online che sarebbero anche interessanti se… non fosse impossibile leggerli tanto sono disordinati e “mal congegnati”.

Testi efficaci, ovvero dell’importanza della corretta punteggiatura

Potrei citare Oscar Wilde: «Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l’ho tolta».

O potrei citare Giacomo Leopardi: «Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l’avarizia de’ segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt’un periodo».

Da virgole posizionate al posto giusto a punti esclamativi ben dosati, ogni segno di interpunzione contribuisce al ritmo e alla chiarezza di un testo. Chi riesce a farne un uso sopraffine definisce in modo inequivocabile il proprio stile.

Al contrario, usare malamente la punteggiatura significa compromettere il risultato: anche l’articolo più bello e ricco di informazioni apparirà illogico, sconnesso, incomprensibile e quindi, di fatto, illeggibile.

«Vado a mangiare nonna» non è lo stesso che «Vado a mangiare, nonna»

«Giornata difficile da dimenticare» non è uguale a «Giornata difficile, da dimenticare».

(Ri)controllare la punteggiatura è il punto 3 di una check-list che elenca le 18 cose da controllare prima di pubblicare un testo sul blog. L’ho creata per coloro che vogliono aumentare le probabilità che il proprio messaggio arrivi al destinatario forte e chiaro.Sei uno o una di loro? Scopri gli altri 17 punti, scarica qui il Pdf.

La formattazione per testi efficaci: ovvero spaziature, interlinea, font, capoversi.

È più agevole attraversare un ruscello se affiorano delle pietre alla giusta distanza e alla giusta altezza.

Le frasi brevi servono a questo: aiutare il lettore ad attraversare il testo senza “cadere in acqua”, guidandolo a compiere il passo successivo per arrivare dall’altra parte senza troppa fatica. I testi efficaci sono anche quelli dove l’utente arriva fino in fondo e non si perde a metà strada.

Guarda la differenza:

«La nostra nuova innovativa soluzione, che abbiamo lanciato il mese scorso, offre un’ampia gamma di funzionalità. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia secondo le loro preferenze. Questa flessibilità è stata accolta positivamente dalla nostra base di clienti, che ha risposto con feedback entusiastici».

Vs

«Il mese scorso abbiamo lanciato la nostra innovativa soluzione. L’ampia gamma di funzionalità permette di personalizzare l’interfaccia secondo le preferenze dell’utente. Il risultato? Feedback entusiasti da parte dei nostri clienti».

Ma in generale, è meglio

      • evitare i muri di testo

      • alternare frasi brevi e frasi lunghe, ben distanziate fra loro

      • suddividere il testo in paragrafi e sottoparagrafi

      • usare font sufficientemente grandi

    Nel tuo testo ci sono frasi troppo lunghe? Controllarne la presenza ed accorciarle è il consiglio numero 5 di una check-list che elenca le 18 cose da controllare prima di pubblicare un testo sul blog. Vuoi conoscere gli altri 17 punti?

    Scrivere per i motori di ricerca o scrivere per le persone?

    Se fossi costretta a scegliere, non avrei dubbi: opterei per la seconda…

    Però il nostro è un mondo imperfetto… dobbiamo guadagnarci da vivere; non possiamo fare le anime belle.

    Ma basta fare le cose con buon senso. Tanto più che adesso i motori di ricerca si sono evoluti moltissimo, per cui molte pratiche sgradevoli non sono più necessarie. Anzi sono contro producenti.

    Inserire strategicamente una parola chiave in un testo è necessario per portare traffico su un contenuto che altrimenti resterebbe sconosciuto e non potrebbe svolgere il compito per il quale è stato creato. In questo senso, un testo efficace è quello che si fa trovare da Google.

    Quante volte va ripetuta la parola chiave? Che densità deve avere?

    Si dice tra l’1 e il 2%. Ma non ti serve la calcolatrice: ti basta scrivere in modo naturale, senza inutili forzature e ripetizioni, e persino facendo ricorso ai sinonimi.

    I sottotitoli, questi sconosciuti

    Quando un testo più o meno lungo non ha alcun sottotitolo ci sono solo due possibilità:

        • l’autore/autrice aveva fretta

        • l’autore/autrice non aveva ben chiaro cosa voleva dire.

      Se i sottotitoli dei vari WordPress, Wix eccetera hanno di default, come si dice, dimensioni via via decrescenti, un motivo c’è.

      I cosiddetti H2, H3, H4 non sono decorazioni o meri elementi stilistici, ma veri e propri strumenti di organizzazione del testo. Fanno parte della strategia per migliorare la leggibilità e aiutare il lettore a seguire il filo del ragionamento. Dunque migliorano l’efficacia del contenuto.

          1. 𝐒𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨: creano una gerarchia visiva all’interno del testo, dividendo i concetti principali dai dettagli, dagli approfondimenti tematici e dagli esempi.
          2. 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞: grazie alla dimensione decrescente, il lettore può facilmente identificare quali sono i concetti principali e quali sono i sottopunti, permettendo una navigazione più fluida del contenuto.
          3. 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚: la gerarchia non è solo visiva, ma anche logica e consequenziale, aiutando il lettore ad andare da A a B senza perdersi i pezzi per strada.

        Non c’è (quasi) mai un testo troppo corto che non possa contenere almeno un sottotitolo.

        E poi ricorda: i sottotitoli fanno bene (anzi benissimo) al posizionamento nei motori di ricerca.

        Se vuoi approfondire questi argomenti e imparare a scrivere testi efficaci in WordPress (o in qualsiasi altra piattaforma per la gestione dei contenuti online) c’è la mia guida in Pdf “Belli e Buoni” che ti dà altri consigli base per avere contenuti ben impaginati, chiari, ordinati e che piacciono anche ai motori di ricerca. La puoi acquistare a questa pagina

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        Chi sono

        Mi chiamo Romina e ti do il benvenuto nel mio blog. Cosa faccio? Grazie all’intelligenza naturale scrivo testi colorati, profumati e saporiti per professionisti, artigiani e piccole imprese che vogliono emergere e farsi valere.
         
        Usando il potere della parola scritta prendo la tua storia e la trasformo in un racconto epico e /leg·gen·dà·rio/ (da leggersi) con cui andare alla conquista del mondo | Amo i gatti | Giornalista acchiappastorie | Content writer.
         

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